Che cos’è Campo Martio?

Bersill: Campo Martio è un’esperienza il più realistico possibile di vita su campo di battaglia in epoca antica. Ci sono solo rievocatori di due tipi: civili e combattenti abilitati, si può benissimo provare a vivere per 4 giorni come un civile al seguito di un gruppo di combattenti. Si cerca di avere il più possibile un atteggiamento storico, una delle grosse differenze è che non c’è un orario di chiusura dei campi. Quindi c’è esperienza di vita e battaglia, si resta sempre in abito storico.

Caturigia: Campo Martio è un evento sportivo per soli rievocatori, quattro giorni dispersi nei monti sibillini a picchiarsi per davvero con armi finte. Campo Martio è una cosa figa.


In che contesto si sviluppa il combattimento?

B: L’evento è prettamente sportivo, non ci sono rievocazioni di battaglie ma regole di ingaggio. La battaglia si vince se si è bravi a combattere ed è un “last man standing” chi è sopravvissuto alla fine dello scontro vince. Si simulano le ferite e l’efficacia delle armature, ma il colpo e l’abilità degli eserciti sono reali. Serve un buon generale che abbia strategia e occhio per vincere una battaglia e dei guerrieri che facciano sul serio quello che gli si chiede. Non c’è finzione serve preparazione. In effetti il protocollo usato, lo S.C.A.B. (Simulazione Combattimento Arma Bianca) è un regolamento sportivo e chi partecipa si allena in palestra per essere abilitato all’evento ed all’uso di armamenti specifici.

C: Il contesto non è esattamente storico perché malgrado gli equipaggiamenti e le modalità di combattimento rievochino quelle antiche vi è un miscuglio di popoli che difficilmente si sarebbe visto tutto in una volta. Si parla di Romani, Celti di tutta Europa, Italici Sanniti, Greci Panellenici, Germani…L’evento è quindi calato in un contesto storico ma non mirato a un preciso periodo.


Quali persone e con quali competenze possono accedere all’ attività storica?

B: Se si vuole fare il civile basta la buona volontà per farlo e proporsi per animare le attività del campo storico civile o essere disposto a fare da porta vivande, armi o altro per il gruppo di guerrieri. I guerrieri invece vengono abilitati con lezioni di esame in palestra per usare armi particolari o vedere se hanno compreso le regole di ingaggio.

C: La partecipazione è consentita solo a persone senza malattie cardiache et similia come ogni evento sportivo in cui si fa una bella fatica. Per poter combattere inoltre bisogna superare diverse lezioni di prova in cui si valuta la capacità del combattente di seguire le leggi del combattimento SCAB.

Che cos’è lo SCAB?

B: Lo SCAB è una simulazione di combattimento inventato da Epika, l’associazione italiana che lo promuove. Si pone il compito di produrre degli armamenti che possano riprodurre con un combattimento a contatto pieno e così simulare una lotta che può andare dal duello tra due alle battaglie campali tra eserciti. Il tutto si basa sull’onestà perché ci si auto-arbitra.

C: SCAB = Simulazione Combattimento Arma Bianca, botte vere con armi finte in pratica.

 

Qual’ è l’occorrente per un armamentario corretto e ben protettivo?

B: Sono obbligatori elmo e guanti. Il resto dell’armamento è scelto da guerriero e si guadagna man mano che si farà esperienza. Anche l’uso di armature è esaminato ed abilitato dagli istruttori in palestra prima di arrivare all’evento. Ogni protezione di sicurezza non storica invece deve essere celata sotto gli abiti storici, il tutto dovrà essere il più possibile vicino all’ambientazione storica del periodo e del popolo rievocato. Unica eccezione di sicurezza sono le scarpe che possono essere da montagna e non storiche, si consiglia solo almeno che non siano “rosa shocking” ecco, marroni o nere magari è meglio…

C: Prima di tutto è necessario avere delle protezioni, ancora prima delle armi, e tra queste ve ne sono di storiche, come l’elmo, e di meno storiche come la conchiglia per i maschi o il para-seno per le femmine. Sono consigliati anche guanti per la protezione delle mani e scarpe adatte alle lunghe camminate e a prendere eventuali colpi. Per quanto riguarda le armi ci si può sbizzarrire: spada e scudo oppure lancia lunga, oppure arco…l’armamentario è vario e si adatta alla storicità della fazione.


Come sono strutturati i combattimenti?

B: Le regole per gli eserciti sono facili. Si fanno delle prove che chiamano olimpiadi per comporre gli schieramenti, poi durante il giorno delle battaglie si marcia lungo i sentieri del posto scelto per la guerra. Un esercito è in difesa e l’altro attacca, chi vince poi si ferma e da un vantaggio di qualche minuto all’altro esercito che così ha il vantaggio del campo: chi si ritira sceglie dove combattere, si schiera ed aspetta l’esercito rivale. Poi sta ai generali ed ai capitani guidare le proprie truppe verso la vittoria come in un combattimento vero.

C: Durante tutto l’arco della giornata si fa una sorta di lunga passeggiata tra i monti, punteggiata da combattimenti ogni tot. In particolare la fazione che ha perso un combattimento si ritira, spostandosi lungo il percorso di qualche centinaio di metri e scegliendo un posto da difendere, un posto dove dovrà contrastare l’attacco dell’altra fazione. Si combatte con lo scopo di uccidere tutti i componenti della fazione avversaria e poi si fa un’altra battaglia e via così. La guerra general viene vinta dalla fazione che ha vinto più battaglie.


Quando si può subire un eliminazione?

B: Non ci sono arbitri esterni come in altre simulazioni (tipo il LARP) quindi non si può essere eliminati. Ci si basa sull’onestà del comportamento, si possono segnalare agli istruttori movimenti ed atteggiamenti pericolosi e solo in quel caso il direttivo può stabilire una sanzione verso l’esercito o verso il combattente (di solito il fermo del combattente per la battaglia successiva). Essendo uno sport di contatto gli incidenti possono capitare ed anche qui sta all’onestà della persona. Ad esempio colpi al viso e genitali sono vietati e se evidentemente per un errore o caso fortuito io ho fatto male ad un altro è mio compito prendere chi è stato colpito, fermarmi con lui ed accertarmi che stia bene, da quel momento non posso più combattere e salterò quella battaglia. Se invece con un cenno mi dice che va tutto bene si continua.

C: Non esistono delle vere e proprie eliminazioni, non stiamo giocando a calcio, ma per la protezione e salute dell’individuo ci sono delle regole ferree da seguire. Chi commette troppe infrazioni, che generalmente si traducono in colpi pericolosi al viso o ingaggi scorretti, viene anzitutto richiamato ma se il soggetto continua a combattere in maniera scorretta viene allontanato e non gli si permette più di combattere.


Quali culture storiche si è intenzionati a rappresentare nei combattimenti di CM?

B: Si cerca di avere un equilibrio di armamento, quindi si accettano rievocatori di solito di zona europea dal V secolo A.C. al I secolo D.C. ma ogni cultura che possa essere piegata agli standard SCAB per riprodurre l’armamento è in teoria possibile candidata a partecipare se si allenano secondo le direttive.

C: Come dicevo ci sono diversi popoli all’interno dell’evento storico. I Romani sono generalmente i più numerosi e combattono spesso con solo un’altra “cultura” alleata. Da poco si sono formati i Sanniti, popolo italico, poi ci sono i Greci con gli oplon clasicissimi, i Germani sono di solito la fazione che contava più arcieri e rappresentano i popoli celtici del centro Europa ed infine ci sono molti gruppi storici celti di diverse zone italiche e non.


Quali sensazioni avete provato ad immergervi in un’attività storica di questo grado immersivo?

B: Ritengo ancora oggi dopo anni che partecipo e ricopro diversi ruoli, che Campo Martio sia la cosa più vicina che si possa provare ad una battaglia vera fatta in sicurezza e con regole di simulazione realistiche. Ci si fa male, nel senso che qualche livido lo si porta a casa e si prova fatica, ma avendo in mano armi non letali le persone si spingono al proprio limite con determinazione ed efficacia. Poi una volta chiusa la guerra è bello vedere i nemici darsi mano a rialzarsi col sorriso e farsi i complimenti per quante botte si sono dati. Epika tiene a dire: “Avversari sempre, nemici mai” ciò che succede sul campo di battaglia è una simulazione e non si prova odio per chi combatte.

C: Fatica! Principalmente è stata davvero una faticaccia e io ne sono uscita con parecchie botte e graffi ma la soddisfazione finale è abbastanza elevata da rinfrancare almeno lo spirito. Sapere di aver partecipato a un evento sportivo così impegnativo e al contempo così particolare mi rende molto orgogliosa.

 

 

Scritto da: Bryan

Intervistati: Bersill e Caturigia

Foto: Lorenzo Pelone

Riferimenti: Epika